\\ Home Page : Articolo : Stampa
Il phishing nelle decisioni dell'Arbitro Bancario Finanziario
Di Admin (del 21/06/2010 @ 19:30:25, in diritto*internet, linkato 3019 volte)

Ricerca giuridica sul Web (Copyright immagine clix) L'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), come si legge nel relativo sito web, è un sistema di risoluzione delle liti tra i clienti e le banche e gli altri intermediari che riguardano operazioni e servizi bancari e finanziari.

È detto "stragiudiziale" perché offre un'alternativa rispetto al ricorso al giudice.

L'ABF è un sistema nuovo da non confondere con la conciliazione o con l'arbitrato.

Le decisioni dell'Arbitro non sono vincolanti come quelle del giudice, ma se l'intermediario non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico.

Con riguardo ai casi di frode on-line attuati con la tecnica del phishing, si legge nel documento

Sintesi dell'attivita' svolta dall'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) al 31 marzo 2010

quanto segue:

3. Sistemi informatici, carte di pagamento e ATM
In via generale sono opponibili al cliente le operazioni effettuate con la digitazione dei codici
in suo possesso - indipendentemente da chi effettivamente le abbia disposte - perché nell'utilizzo
dei servizi telematici il cliente viene identificato esclusivamente mediante la verifica dei codici di
sicurezza che gli sono stati assegnati. Con particolare riferimento ai dispositivi automatici di
erogazione di banconote (ATM bancomat), nel caso di contestazioni relative all'importo
effettivamente erogato, le risultanze informatiche delle registrazioni effettuate automaticamente
dalle apparecchiature presso le quali sono state eseguite le operazioni stesse sono opponibili al
titolare della carta, qualora dal giornale di fondo non risulti alcuna anomalia e la prima quadratura
di cassa eseguita sull'ATM non evidenzi alcuna eccedenza.
Nell'ambito dell'utilizzo dei sistemi telematici e delle carte di pagamento, assumono rilievo due
obblighi e la relativa osservanza: da un lato gli obblighi di custodia del cliente che debbono
estendersi a tutto ciò che rientra nella sua sfera di controllo, dall'altro quelli dell'impresa che offre
servizi bancari.
In particolare, il cliente ha l'obbligo di diligente custodia della carta di pagamento e dei codici
identificativi. È stata, ad esempio, riconosciuta la responsabilità del cliente nel caso in cui i codici e
la carta sono stati conservati unitamente, oppure nel caso abbia comunicato a un terzo il numero
della propria carta di credito. Il cliente deve essere consapevole della delicatezza del mezzo
telematico e della possibilità che attraverso di esso siano perpetrate frodi, anche nella forma del cd.
phishing, attuando le cautele necessarie nei confronti di comunicazioni anomale che richiedono
fraudolentemente la digitazione dei propri codici identificativi personali.
L'intermediario che offre alla propria clientela servizi di pagamento o telematici ha il dovere di
adempiere il proprio obbligo di custodia dei patrimoni dei clienti con la diligenza
professionale e qualificata richiesta dall'art. 1176, comma 2, del codice civile, predisponendo
misure di protezione adeguate rispetto agli standard esistenti, anche sotto il profilo dei presidi
tecnici adottati. Ad esempio, è stata riconosciuta la responsabilità dell'intermediario per non avere
predisposto sistemi automatici di blocco delle operazioni anomale disposte tramite internet (nel
caso di specie si trattava di una serie di ricariche telefoniche su numeri diversi, per un importo
elevato, nel giro di poche ore), ovvero nel caso in cui non era stato adottato un terzo livello di
protezione come le serie numeriche casuali generate da dispositivi automatici, ovvero per non
avere previsto l'invio di sms di avviso dell'esecuzione dell'ordine.

 

Avvocato Giuseppe Briganti, avvbriganti.iusreporter.it
Visita
diritto*internet - Il non sempre facile rapporto tra Internet e la legge

Per segnalazioni e aggiornamenti, seguici su Twitter o su Facebook

Follow iusreporter on Twitter

 

Note legali. Quanto precede non costituisce né sostituisce una consulenza legale. Testi senza carattere di ufficialità