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Privacy: no al controllo su uso di Internet, posta elettronica e Voip all'insaputa dei dipendenti
Di Admin (del 28/09/2011 @ 19:20:38, in consulenza legale e formazione privacy, linkato 1864 volte)

Privacy (Copyright immagine Lublis - Fotolia.com) Il Garante privacy, con un recente provvedimento, ha vietato a un ente alcuni trattamenti illeciti effettuati sui dati personali dei dipendenti.

La decisione è stata adottata dall'Autorità a seguito di accertamenti effettuati per verificare la corretta applicazione da parte dell'ente della normativa in materia di protezione dei dati personali riguardo all'utilizzo di Internet, posta elettronica aziendale, sistemi di telefonia su Internet (Voip), nonché per verificare la correttezza dell'operato degli amministratori di sistema. Il provvedimento del Garante è stato trasmesso alla magistratura per le valutazioni di competenza.

Nel corso degli accertamenti è emerso che, attraverso un sistema di filtraggio che consentiva la memorizzazione degli indirizzi delle pagine web effettivamente visitate o anche semplicemente richieste, l'ente monitorava in modo sistematico e a insaputa dei dipendenti le attività su Internet, conservando le informazioni per un ampio periodo di tempo. Venivano inoltre conservati per un tempo indeterminato i numeri di telefono chiamati da ogni dipendente tramite Voip e la durata delle singole conversazioni.

Trattamenti questi, evidenzia il Garante, non consentiti dallo Statuto dei lavoratori, che vieta il controllo a distanza dei lavoratori, ammettendolo solo in casi particolari e con l'adozione di necessarie garanzie.

I dati trattati dall'ente in violazione di legge non potranno quindi essere più utilizzati. L'ente potrà conservare le informazioni finora  raccolte solamente in vista di una eventuale acquisizione da parte dell'autorità giudiziaria.

Contestualmente al divieto, l'Autorità ha ordinato all'ente di informare dettagliatamente i propri dipendenti sulle modalità d'uso e di archiviazione della posta elettronica e di rendere conoscibili le identità degli amministratori di sistema, le cui operazioni dovranno essere tracciabili.

Con riferimento ai fatti accertati è stato infine avviato un procedimento sanzionatorio per violazione degli obblighi di informativa e inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità.


Fonte: www.garanteprivacy.it, newsletter 351 del 20 settembre 2011


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A cura dell'Avvocato Giuseppe Briganti, avvbriganti.iusreporter.it
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