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E-commerce e consumatori: non e' sufficiente un link alle condizioni generali
Di Admin (del 13/09/2012 @ 12:43:18, in diritto*internet, linkato 3641 volte)

Ricerca giuridica sul Web (Copyright immagine clix) Con la sentenza del 5 luglio 2012 nella causa C-49/11 la Corte di Giustizia dell'Unione europea si è pronunciata sulla questione se l'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7 sui contratti a distanza conclusi dai consumatori debba essere interpretato nel senso che risponde al suo dettato una prassi commerciale consistente nel rendere accessibili al consumatore le informazioni richieste da tale direttiva solamente attraverso un collegamento ipertestuale a un sito Internet dell'impresa interessata.

Nel caso sottoposto alla Corte, i consumatori, prima della conclusione di un contratto a distanza, non potevano accedere alle informazioni relative, segnatamente, al diritto di recesso se non cliccando su un link che rinviava a una parte del sito Internet dell'impresa. Risultava altresì che, dopo la registrazione, detti consumatori ricevevano dall'impresa un messaggio e-mail che non conteneva alcuna informazione riguardo a tale diritto, bensì solo un link verso il sito Internet sul quale poter ottenere talune informazioni in merito al diritto di recesso.

Rileva la Corte che, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7, il consumatore deve ricevere, per iscritto o su altro supporto duraturo a sua disposizione ed a lui accessibile, conferma delle informazioni pertinenti in tempo utile, a meno che esse non gli siano già state fornite, per iscritto o sull'altro supporto duraturo, prima della conclusione del contratto.

Quando dunque un professionista mette a disposizione del consumatore talune informazioni prima della conclusione del contratto non per iscritto o su supporto duraturo a disposizione del consumatore ed a lui accessibile, detto professionista è tenuto a confermargli le informazioni pertinenti per iscritto o sull'altro supporto.

La questione che si poneva era pertanto quella di stabilire se la prassi commerciale dell'impresa comportasse la fornitura delle informazioni pertinenti al consumatore su un supporto duraturo prima della conclusione del contratto o, in un momento successivo, il ricevimento da parte del consumatore della conferma di tali informazioni su un supporto siffatto.

Secondo la Corte, si deve considerare che, quando le informazioni che si trovano sul sito Internet del venditore sono rese accessibili solamente attraverso un link comunicato al consumatore, tali informazioni non sono né «fornite» a tale consumatore né «ricev[ute]» da quest'ultimo, come invece prescrive l'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7.

In secondo luogo, occorreva esaminare se un sito Internet le cui informazioni sono accessibili al consumatore attraverso un link mostrato dal venditore debba essere considerato un «supporto duraturo» ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7.

Dal fascicolo di causa non risultava però che il sito Internet del venditore al quale rinviava il link indicato al consumatore consentisse a quest'ultimo di conservare informazioni a lui personalmente dirette in modo da avervi accesso e da poterle riprodurre identiche per un periodo di congrua durata senza che il venditore potesse modificarne unilateralmente il contenuto.

La Corte constata perciò che un sito Internet come quello oggetto del procedimento principale, le cui informazioni sono accessibili ai consumatori solamente attraverso un link mostrato dal venditore, non può essere considerato un «supporto duraturo» ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7.

Per questi motivi, con la sentenza citata la Corte dichiara:

« L'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 1997, riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza, deve essere interpretato nel senso che non soddisfa i requisiti da esso imposti una prassi commerciale che consista nel rendere accessibili le informazioni richieste dalla norma precitata solamente attraverso un collegamento ipertestuale a un sito Internet dell'impresa interessata, dal momento che tali informazioni non sono né «fornite» da tale impresa né «ricev[ute]» dal consumatore, come prescrive la suddetta disposizione, e che un sito Internet come quello oggetto del procedimento principale non può essere considerato un «supporto duraturo» ai sensi del medesimo articolo 5, paragrafo 1 ».




A cura dell'Avvocato Giuseppe Briganti, avvbriganti.iusreporter.it
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