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Abbigliamento e "made in Italy": cosa dice la giurisprudenza?
Di admin (del 01/08/2008 @ 12:36:02, in risposte, linkato 2814 volte)

Leggi, sentenze, articoli (Copyright foto James Steidl - Fotolia.com) Con riguardo specifico al settore dell'abbigliamento, la Corte di Cassazione (sentenza 2648/2006) ha avuto occasione di affermare che integra il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci di cui all'art. 517 del Codice penale la commercializzazione di beni recanti la dicitura “Italy” che pur essendo prodotti da un'impresa italiana su disegno e tessuto italiani siano però confezionati all'estero da maestranze locali.

In questo particolare settore l'Italia gode infatti di una riconosciuta leadership in campo mondiale, dovuta anche alla particolare specializzazione delle maestranze impiegate, non posseduta invece dalle maestranze straniere.

Sottacere la circostanza di cui sopra nell'etichetta apposta sui capi di abbigliamento, lasciando invece intendere che la produzione sia avvenuta in Italia, non può che avere dunque l'intento, secondo la Corte, di conferire al prodotto una maggiore affidabilità, promuovendone in definitiva l'acquisto.

 

Avv. Giuseppe Briganti

agosto 2008

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A cura dell'Avvocato Giuseppe Briganti, avvbriganti.iusreporter.it
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