Studio Legale Avvocato Giuseppe Briganti. Consulenza legale on-line e a distanza. Assistenza legale Pesaro - Urbino e tutta Italia

Studio Legale Avvocato Giuseppe Briganti  - consulenza e assistenza legaleL'Avv. Giuseppe Briganti è Avvocato in Urbino dal 2001 e mediatore professionista e formatore nei corsi per mediatori dal 2011. Dal 2001 cura il sito www.iusreporter.it dedicato alla ricerca giuridica sul Web e al diritto delle nuove tecnologie. Svolge attività di docenza, è autore di pubblicazioni giuridiche e collabora con riviste giuridiche
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Rispondo volentieri a questa richiesta inviatami tramite il blog di Iusreporter.it

salve Avv.to
non c'netra niente ma ho linkato sul mio sitoblog il Suo
ha letto di qeul blogger condannato? legga qui e se ha tempo ci spieghi qualcosa in più? puo' farlo? grAZIE di tutto il link informativo di quello che dicevo
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2321322
saluti da firenze
denise

Gentile Denise,

ho anch'io appreso la notizia dal Web.

Un blogger italiano è il primo ad essere condannato perché considerato alla stregua di stampa clandestina, perché pubblicato in barba alle normative sull'informazione, sanzionato in particolare perché la sua periodicità non è regolare. Lo storico [...], che cura quel blog apprezzato da molti, ha subito per questa ragione una condanna pecuniaria presso il Tribunale di Modica

Fonte: Punto Informatico

 

Non conosco ancora il testo della ormai famosa sentenza, e quindi allo stato posso solo fare alcune considerazioni di carattere generale sulla vicenda.

 

La legge sulla stampa (legge 47/1948) prevede il reato di "stampa clandestina": "Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000" (art. 16).


L'art. 5 della legge richiamata stabilisce che "Nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi".

 

Successivamente, è intervenuta la legge 62/2001 sull'editoria, la quale ha introdotto un'ampia nozione di "prodotto editoriale": "Per 'prodotto editoriale', ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici" (art. 1).

 

Secondo detta legge "Al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Il prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto, è sottoposto, altresì, agli obblighi previsti dall’articolo 5 della medesima legge n. 47 del 1948", vale a dire, per quel che qui interessa, all'obbligo di registrazione presso il tribunale di cui si è detto.

 

L'art. 7 del successivo decreto sul commercio elettronico (D.L.vo 70/2003) precisa però che "La registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62".

 

Quest'ultima disposizione è poco chiara e lascia spazio a problemi interpretativi. Parrebbe affermare che la registrazione di una testata editoriale telematica presso il tribunale sia obbligatoria solo qualora il prestatore del servizio intenda avvalersi dei benefici previsti dalla legge 62/2001 sull'editoria. In caso non intenda avvalersi di siffatti benefici, non sarebbe invece tenuto alla registrazione presso il tribunale.

 

Tale interpretazione pare purtroppo non essere stata accolta dal Tribunale di Modica, che invece avrebbe ritenuto sussistente il reato di stampa clandestina di cui si è detto a carico del blogger.

 

Quanto accaduto, ove confermato, sarebbe un'ulteriore testimonianza delle rilevanti questioni che stanno emergendo negli ultimi anni con riguardo al fenomeno dei blog, questioni che non hanno sinora trovato risposte chiare a causa di normative confuse e ormai inadeguate e della scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie dimostrata in più occasioni dal legislatore italiano.

 

Cordiali saluti

Avv. Giuseppe Briganti


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Di Admin (del 23/06/2008 @ 12:09:22, in risposte, linkato 13567 volte)

Diritto (Copyright immagine woodsy) Risposte è la nuova sezione del sito web dello Studio legale Briganti dedicata (anche) ai quesiti legali degli utenti su questioni giuridiche di interesse generale.

Puoi lasciare il tuo quesito semplicemente inviando un e-mail all'Avvocato Giuseppe Briganti (avv.briganti@iusreporter.it), indicando nell'oggetto "risposte" (specificarlo sempre!), oppure commentando questo articolo. Con un po' di pazienza, ai quesiti giudicati più interessanti verrà data, gratuitamente, risposta dall'avvocato Giuseppe Briganti, curatore di Iusreporter.it, tramite specifici articoli pubblicati sul sito web dello Studio legale e su Iusreporter.it (in forma rigorosamente anonima).

Attenzione: i quesiti devono essere d'interesse generale e non devono contenere dati personali propri e/o di terzi, salvo il nome o il nickname del mittente; non possono inoltre richiedere vere e proprie consulenze legali su situazioni specifiche (per queste è attivo infatti il servizio di consulenza legale a pagamento). Data la genericità degli argomenti trattati, le eventuali risposte non costituiscono in ogni caso una consulenza legale né implicano la costituzione di un rapporto professionale con lo Studio legale. Nessuno deve pertanto agire in base alle informazioni fornite senza una consulenza legale professionale.

I quesiti inviati sotto forma di commenti, in quanto tali, saranno pubblicati su Internet. Il servizio commenti è fornito e gestito da soggetto terzo, alle cui pagine web si rimanda per maggiori informazioni.

Sono fatte salve le note legali e la privacy policy del sito.

Consulta le risposte già fornite cliccando qui


Avv. Giuseppe Briganti

 

Sito web: può essere equiparato alla “stampa”? Non sempre, secondo il Tribunale di Catania

Secondo il Tribunale per il Riesame di Catania (Trib. Catania, V Sez. pen., 30/06/2008), le disposizioni della legge 62/2001 sull'editoria, la quale fornisce la nozione di “prodotto editoriale”, vanno riferite ai soli “giornali on-line” o comunque ai siti qualificabili quale “testata giornalistica” ove l'informazione, quale interesse generale della collettività, è espressione del diritto di cronaca e di critica come ulteriore accezione della libertà di espressione sancita al primo comma dell'art. 21 della Costituzione

“ed il fatto che vi siano elementi di sovrapponibilità tra talune pubblicazioni a stampa e determinati siti web, ciò non significa che qualsiasi 'pagina web' possa analogicamente fruire delle guarentigie di cui gode 'la stampa cartacea' solo perché Internet è per sua natura veicolo di 'informazioni' (o meglio strumento di comunicazione), giacché non tutti i 'dati' immessi sulla rete hanno di per sé 'natura informativa'”.

Con la conseguenza, prosegue il Tribunale, anche alla luce della ratio legis sottesa alla legge 62/2001 ed a quella sulla stampa, che non può ritenersi, sic et simpliciter, una equiparazione della “diffusione telematica di notizie” alla “stampa”.

Ciò posto, afferma il Tribunale di Catania, le pagine web qualificabili come “forum”, ossia come aree di discussione in seno alle quali qualunque utente è libero di esprimere il proprio pensiero senza necessariamente offrire “informazione”, costituiscono solo una “modalità” (pagina elettronica) di espressione della libertà di manifestazione del pensiero sancita al primo comma dell'art. 21 Cost.

In altre parole, il Tribunale non ritiene che le espressioni contenute nei forum aperti su un sito web costituiscano manifestazione della “libertà di stampa” in conseguenza del mezzo di diffusione utilizzato per veicolare le proprie opinioni e, pertanto, il fondamento della non sequestrabilità della “stampa” ricavabile dai commi 3 e 4 dell'art. 21 Cost. non risulterebbe applicabile in relazione ai forum on-line.

 

Per maggiori informazioni sulla vicenda e per il testo integrale del provvedimento, leggi questo post su Iusreporter.it

 

Avv. Giuseppe Briganti

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 Ricerca giuridica sul Web  (Copyright immagine dabobabo Fotolia.com)Quali sono i reati che, principalmente, potrebbero interessare un sito adult?

Innanzitutto il reato di “pubblicazioni e spettacoli osceni” (art. 528 Codice penale).

Poi vi sono i ben più gravi reati relativi alla pedopornografia (artt. 600bis e seguenti c.p.) o al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (legge n. 75 del 1958).

La Corte di Cassazione afferma del resto che la vendita di prestazioni sessuali via Internet dietro corrispettivo è idonea ad assumere valore di atto di prostituzione.

Con la conseguenza che può configurarsi il reato di favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione nei confronti di coloro che abbiano reclutato gli esecutori delle prestazioni o ne abbiano consentito lo svolgimento, creando i necessari collegamenti via Internet, o ne abbiano tratto un guadagno (Corte di Cassazione, sentenza 8 giugno 2004 n. 25464).

 

Avv. Giuseppe Briganti
agosto 2008

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Di admin (del 01/08/2008 @ 12:26:56, in risposte, linkato 1997 volte)

Leggi, sentenze, articoli (Copyright foto James Steidl - Fotolia.com) Rileva la materia della proprietà industriale, oggi disciplinata dal Codice della proprietà industriale (decreto legislativo 30/2005) nonché la materia del diritto d'autore, regolata dalla legge 633/1941.

Secondo quanto previsto dall'art. 31 del Codice della proprietà industriale, possono costituire oggetto di registrazione come disegni e modelli l'aspetto dell'intero prodotto o di una sua parte quale risulta, in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale ovvero dei materiali del prodotto stesso ovvero del suo ornamento, a condizione che siano nuovi ed abbiano carattere individuale. Per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi tra l'altro i componenti che devono essere assemblati per formare un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici, esclusi i programmi per elaboratore.

I diritti esclusivi sui disegni e modelli sono attribuiti con la registrazione. Il diritto alla registrazione spetta all'autore del disegno o modello ed ai suoi aventi causa. Gli effetti della registrazione decorrono dalla data in cui la domanda con la relativa documentazione è resa accessibile al pubblico (art. 38).

La registrazione di un disegno o modello conferisce al titolare il diritto esclusivo di utilizzarlo e di vietare a terzi di utilizzarlo senza il suo consenso (art. 41). Costituiscono in particolare atti di utilizzazione la fabbricazione, l'offerta, la commercializzazione, l'importazione, l'esportazione o l'impiego di un prodotto in cui il disegno o modello è incorporato o al quale è applicato, ovvero la detenzione di tale prodotto per tali fini. I diritti esclusivi conferiti dalla registrazione di un disegno o modello si estendono a qualunque disegno o modello che non produca nell'utilizzatore informato una impressione generale diversa. Nel determinare l'estensione della protezione si tiene conto del margine di libertà dell'autore nella realizzazione del disegno o modello.

L'art. 2, primo comma, n. 10, della legge sul diritto d'autore stabilisce che sono comprese nella protezione accordata dalla predetta legge “le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico”. La tutela offerta dal diritto d'autore va oggi ad aggiungersi a quella offerta dal Codice della proprietà industriale (tutela cumulativa).


Avv. Giuseppe Briganti

agosto 2008


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Di admin (del 01/08/2008 @ 12:32:48, in risposte, linkato 2031 volte)

Ricerca giuridica sul Web  (Copyright immagine dabobabo Fotolia.com) Il software è attualmente protetto in Italia dalla legge 633/1941 sul diritto d'autore.

Detta legge infatti, secondo il suo articolo 2, trova applicazione nei confronti di programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell'autore. Restano esclusi dalla tutela accordata dalla legge le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma, compresi quelli alla base delle sue interfacce. Il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso.

Stabilisce l'articolo 12 della legge citata che l'autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l'opera in ogni forma e modo, originale o derivato, nei limiti fissati dalla medesima legge.

In particolare, salve le eccezioni espressamente previste, i diritti esclusivi conferiti sui programmi per elaboratore comprendono il diritto di effettuare o autorizzare (art. 64 bis):

a) la riproduzione, permanente o temporanea, totale o parziale, del programma per elaboratore con qualsiasi mezzo o in qualsiasi forma. Nella misura in cui operazioni quali il caricamento, la visualizzazione, l'esecuzione, la trasmissione o la memorizzazione del programma per elaboratore richiedano una riproduzione, anche tali operazioni sono soggette all'autorizzazione del titolare dei diritti;

b) la traduzione, l'adattamento, la trasformazione e ogni altra modificazione del programma per elaboratore, nonché la riproduzione dell'opera che ne risulti, senza pregiudizio dei diritti di chi modifica il programma;

c) qualsiasi forma di distribuzione al pubblico, compresa la locazione, del programma per elaboratore originale o di copie dello stesso.

Oltre che dei diritti patrimoniali, l'autore è titolare anche del diritto morale d'autore (art. 20).

 

Avv. Giuseppe Briganti
agosto 2008


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Di admin (del 01/08/2008 @ 12:36:02, in risposte, linkato 2804 volte)

Leggi, sentenze, articoli (Copyright foto James Steidl - Fotolia.com) Con riguardo specifico al settore dell'abbigliamento, la Corte di Cassazione (sentenza 2648/2006) ha avuto occasione di affermare che integra il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci di cui all'art. 517 del Codice penale la commercializzazione di beni recanti la dicitura “Italy” che pur essendo prodotti da un'impresa italiana su disegno e tessuto italiani siano però confezionati all'estero da maestranze locali.

In questo particolare settore l'Italia gode infatti di una riconosciuta leadership in campo mondiale, dovuta anche alla particolare specializzazione delle maestranze impiegate, non posseduta invece dalle maestranze straniere.

Sottacere la circostanza di cui sopra nell'etichetta apposta sui capi di abbigliamento, lasciando invece intendere che la produzione sia avvenuta in Italia, non può che avere dunque l'intento, secondo la Corte, di conferire al prodotto una maggiore affidabilità, promuovendone in definitiva l'acquisto.

 

Avv. Giuseppe Briganti

agosto 2008

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Diritto delle nuove tecnologie (Copyright immagine ba1969) Nel Supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale 4^ Serie Speciale “Concorsi ed Esami” del 5 agosto 2008 sono stati pubblicati i "Quesiti a risposta multipla relativi alla prova preselettiva del concorso pubblico, per esami, a 80 posti per l’accesso al profilo professionale di collaboratore amministrativo".

Il concorso cui si riferiscono i quesiti è il seguente:

Concorso pubblico, per esami, a 80 posti per l’accesso al profilo professionale di collaboratore amministrativo, area funzionale terza, posizione economica F1 (ex C1), del ruolo del personale dell’Amministrazione civile dell’Interno. Indetto con d.m. del 26/5/2008, pubblicato nella G.U. 4° Serie Speciale Concorsi ed Esami n. 42, del 30/5/2008 per le esigenze degli uffici periferici del Ministero dell’Interno, da ripartire nell’ambito delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta, Veneto e Trentino Alto Adige limitatamente agli uffici ubicati nell’ambito della provincia di Trento.

 

Un accorto lettore mi segnala in proposito che tra i quesiti di diritto pubblico resi noti dal Ministero vi è il seguente (http://concorsiciv.interno.it):

200. Con il ricorso giurisdizionale al Garante per la protezione dei dati personali può essere chiesto:

A) L'adozione delle misure necessarie, il risarcimento del danno, ove richiesto, oltre che l'emanazione di provvedimenti provvisori quando sussiste pericolo imminente di un danno grave ed irreparabile.

B) Solo il risarcimento del danno eventualmente subito.

C) L'emanazione di provvedimenti provvisori che blocchino in tutto o in parte il trattamento, ma non il risarcimento del danno eventualmente subito.

D) L'adozione delle misure necessarie, esclusi i provvedimenti provvisori.

 

Stando al Ministero, per tutti i quesiti pubblicati la risposta esatta è, o dovrebbe essere, sempre quella contrassegnata con la lettera "A".

Ora, a mente del Codice della privacy, il Garante per la protezione dei dati personali non mi risulta possa provvedere sul risarcimento del danno. L'interessato che intende chiedere il risarcimento del danno deve infatti rivolgersi al giudice... dunque la risposta A non mi pare possa essere quella esatta...

Ma ancor più a monte: il ricorso al Garante privacy viene definito "giurisdizionale"...

 

Mi sfugge forse qualcosa?!

 

Il Ministero avverte in ogni caso che

Si comunica che la Commissione esaminatrice provvederà ad individuare i quesiti, da sottoporre ai candidati, che non presentino errori o anomalie di qualsiasi tipo.

 

Avv. Giuseppe Briganti

 



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Diritto (Copyright immagine woodsy) L'inquilino ha l'obbligo di consentire la visita del locatore e dei potenziali acquirenti dell'immobile locato?

Occorre innanzitutto esaminare il testo del contratto di locazione, il quale sarebbe bene contenesse sempre una clausola atta a regolamentare espressamente tali ipotesi.

In ogni caso, anche in mancanza di una clausola contrattuale, la giurisprudenza riconosce, con riferimento in particolare all'art. 1587 cod. civ., che il locatore, nonostante il silenzio del contratto,

- ha diritto a far visitare la cosa locata, con le modalità dettate dagli usi localmente vigenti, al fine di poter vendere il bene

- e che gli ingiustificati rifiuti opposti dall'inquilino a dette visite sono idonei a configurare un inadempimento, il quale può costituire causa di risoluzione del contratto e fondare una richiesta di risarcimento dei danni.

(Si veda Cassazione civ., sez. III, 17/09/1981 n. 5147).



Avv. Giuseppe Briganti

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Di Admin (del 03/11/2008 @ 18:57:47, in risposte, linkato 3586 volte)

Leggi, sentenze, articoli (Copyright foto James Steidl - Fotolia.com) Articolo 2105 del Codice civile

<<Obbligo di fedeltà. - Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, né divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio>>.

La Corte di Cassazione (Cass. civile sez. lav. 5 dicembre 1990 n. 11657) ha avuto occasione di affermare in proposito che:

<<...L'obbligo di fedeltà del lavoratore subordinato (art. 2105 cod. civ.), - secondo l'insegnamento di questa Corte (vedine, per tutte, le sentenze n. 3719-88, 8299, 6342, 1711, 495-87) -, va collegato ed "integrato" con le clausole generali di correttezza e buona fede (art. 1175, 1325 c.c.) ed impone al lavoratore di tenere un comportamento leale verso il datore di lavoro, di astenersi da qualsiasi atto idoneo a nuocergli, anche potenzialmente, e, segnatamente, dal compimento di atti univocamente volti alla costituzione di società (oppure di impresa individuale), avente per oggetto la medesima attività economica del datore di lavoro (v. Cass. 495-87, cit., 535-67)...>>.

Avv. Giuseppe Briganti

avvbriganti.iusreporter.it

novembre 2008


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